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Auguri e figlie femmine
C’era una volta un augurio: “auguri e figli maschi”.
Un modo di dire che racconta un’epoca, non il futuro. Con lo stencil, Simone Siss riscrive quella frase accostandola a una Venere iconica e potente: “auguri e figlie femmine”.
Non una provocazione fine a sé stessa, ma un ribaltamento necessario. Perché il valore non ha genere, e perché oggi l’augurio più grande è crescere persone libere.
Simone Siss
Via Fortebraccio, Roma
2025
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